Grazie!

Sono stati mesi lunghi e complicati, e forse proprio per questo è stato così importante riuscire a realizzare nonostante tutto il Sardegna Pride anche in questo 2020.

Abbiamo voluto mostrare con la nostra azione che il distanziamento, se necessario, può e deve essere solo fisico, ma non può e non deve mai essere sociale. Abbiamo voluto impegnarci affinché, come recita lo slogan di quest’anno, dopo delle fasi legate alla paura, si potesse iniziare a “scrivere il futuro” con una nuova fase legata alla speranza e alla gioia, la “fase Queer”.

È stato un Pride diverso, senza cortei e senza l’impatto di un’intera regione pronta a scendere in piazza per rivendicare i diritti per tutte e tutti… eppure non per questo è stato meno significativo o emozionante. Come Coordinamento SP2020 (AGedO Cagliari, Arc Onlus, CGIL Ufficio Nuovi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Movimento Omosessuale Sardo, UniCa LGBT) vorremmo dunque ringraziare tutte le persone che ci sono state vicino e hanno lavorato in questi mesi (imprigionate nei piccoli riquadri delle videochat su pc e cellulari) perché il Sardegna Pride potesse in qualche modo svolgersi, nonostante i divieti e con la prudenza necessaria.

Un ringraziamento speciale va alle “Frecce Rainbow” che hanno attraversato tutta la città di Cagliari, dalla spiaggia del Poetto a Bonaria, passando per il Teatro Lirico e piazza Garibaldi, per poi salire verso Castello e giungere, favolos*, al Bastione! Oltre ai membri interni delle nostre associazioni che si sono misurat* con la staffetta arcobaleno, ringraziamo particolarmente: Claudia Murroni, preziosa complice nell’organizzazione di tutta questa iniziativa, e Stefano Locci, Sonia Orfei, Sara Palmas, Giulia Andreozzi, Renato Troffa, Serena Deplano e Roberto Congiu, Giuliano Melis, Giulia e Camilla, e Massimiliano Medda de La Pola; ancora Gianluca Nonnis, Francesca Pintore, Chantal Lussu, Diego Congiu e Marco Putzolu.

Grazie a Mario per aver consentito le riprese su strada con la sua Vespa Arcobaleno, e a Valentina e Matteo della No Limits Sports di Cagliari per le riprese in bike. Grazie anche a Vittoria e Anna che hanno aspettato, coordinato e assistito le atlete e gli atleti alle postazioni con acqua e sorrisi, e un grande grazie a Dietrich e a tutte le fotografe e i fotografi che ci hanno seguito durante tutto il percorso e hanno immortalato questo speciale Pride con fantastiche foto che girano su tutti i social. Grazie a Mush, che ha donato le magliette per la staffetta. E grazie anche a tutte le nuotatrici e nuotatori che, di prima mattina, hanno inaugurato il Pride al Poetto. E grazie alle TamburA Battenti, sempre pronte e presenti, che hanno segnato, con il loro ritmo incalzante ed energico, la chiusura cagliaritana di questo meraviglioso evento.

Sul fronte sassarese, dove un piccolo e allegro convoglio colorato ha attraversato la città per rilanciare con le voci e con i corpi i contenuti politici del Sardegna Pride, i nostri ringraziamenti vanno a tutte e tutti coloro che hanno reso possibile questa traversata arcobaleno: le Janas Bikers, Cristina e il suo camper, e Roberto, che ha guidato l’Ape Rainbow per un giorno; il CLAS – Comitato Lotta all’AIDS Sassari; e naturalmente le meravigliose Darla Fracci e Rebecca Drag.

Grazie a Luisa Deias, per il suo bellissimo progetto fotografico “Distanti fisicamente, non socialmente”, donato al Sardegna Pride 2020.
Grazie naturalmente ad Alberto Zaccheddu, che con le sue grafiche e video ha accompagnato anche quest’anno il Pride e, insieme a Despite Design, anche l’inno, The Queer Train, scritto e cantato da Marco Cotza, insieme a un eccezionale gruppo di altri artisti .

Grazie a Radio Sintony e YouTG per aver rilanciato promo, clip, inviti e aver diffuso nostra la diretta.

Grazie a tutt* coloro che hanno reso possibile la diretta su Facebook, e a tutte le ospiti e gli ospiti: all’Onorevole Alessandro Zan, primo firmatario della Proposta di Legge per il contrasto all’omotransfobia e alla misoginia, l’attrice Anna Gaia Marchioro, la nostra grande amica Chiara Effe, alle KarmaBResta.

Infine, come sempre, un ringraziamento, quello più importante di tutti: quello che va a tutte le associazioni del Sardegna Pride, e a tutte le volontarie e i volontari, tutti gli attivisti e le attiviste, e alle libere persone che, per mesi, giorno e notte, hanno speso con sacrificio e passione il loro tempo lavorando con perseveranza e ostinazione, ancor più in un anno particolare come questo 2020, per permettere la realizzazione del Sardegna Pride.

Grazie davvero a tutte e tutti… ci vedremo, speriamo nuovamente insieme, di persona, per il Sardegna Pride 2021

Documento Politico 2020 – SCRIVIAMO IL FUTURO

 

Il 2020, per il Sardegna Pride, è un anno senza corteo e senza assembramenti, ma con la stessa energia e forza politica di sempre.

I cortei sono infatti vietati, ma non è certamente vietato pensare, per constatare ancora una volta come sia necessario evidenziare la trascuratezza di alcune realtà nelle scelte politiche odierne.

La situazione d’emergenza legata alla pandemia ha evidenziato l’abisso tra l’enunciazione della salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantito dalla Costituzione, e la realtà del nostro sistema sanitario.
L’obiettivo delle riforme sanitarie degli ultimi decenni è stato l’abbattimento dei costi, agendo con tagli indiscriminati piuttosto che sull’eliminazione degli sprechi e delle inefficienze, incentivati da un gran numero di pacchetti agevolativi che alimentano il consumismo sanitario.
Tali tagli, in Sardegna come nel resto d’Italia, hanno significato chiusura di reparti e ospedali sulla base della “produttività” e non sui bisogni reali della popolazione.
A mettere in forte discussione il nostro diritto alla salute nei periodi di normalità vi sono un esiguo numero di posti letto, tagli al personale, mancanza di dispositivi di protezione e carenza di medicinali, che diventano vera emergenza in situazioni come quella appena vissuta.
L’esperienza del nord Sardegna ha dimostrato come anche un esiguo numero di casi possa dare il colpo di grazia ad un sistema sanitario di per sè scarsamente efficace.
Ove l’assistenza sanitaria non funziona, la prevenzione diviene totalmente assente: nel campo delle malattie sessualmente trasmissibili e dell’HIV, lo scenario diventa drammatico, privando le e i pazienti di informazioni e ostacolando la verifica della propria condizione di salute. È forse per questo che malattie che pensavamo debellate, come la sifilide, sono tornate prepotentemente alla carica.
Prevenzione non significa solo informazione, ma anche monitoraggio: come nel caso dell’HIV, la verifica del proprio stato sierologico è considerato il primo vero “strumento di prevenzione”, permettendo di prendere adeguate terapie per preservare la propria salute ed evitare di diffondere il virus.
Merita particolare attenzione la situazione delle persone trans, che devono ancora pazientare per qualsiasi trattamento ormonale, intervento o terapia, in un percorso che si presenta irto di ostacoli anche in condizioni di normalità. La situazione espande dai medici di base oberati di lavoro all’impossibilità di reperire farmaci che richiedono regolare assunzione per il loro funzionamento.

La legislazione d’emergenza ha inoltre determinato una compressione dei diritti e delle libertà individuali: a causa delle restrizioni, le mura domestiche sono diventate in alcuni casi delle prigioni per chi subisce discriminazioni e violenze, soprattutto quando si è costretti a indossare una maschera di finzione sulla propria identità di genere e orientamento sessuale. Non conosciamo l’effettiva portata del fenomeno a causa del ridotto numero di denunce ma sappiamo che la violenza domestica LGBT+ esisteva prima dell’emergenza e continua a esistere oggi, aggravata dalla situazione che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e che stiamo continuando a vivere.
È emersa, nella nostra società, una visione familista: dall’esclusione dei contatti tra figlie e figli di genitori intenzionali, qualora separati e non ancora riconosciuti da sentenza, alla possibilità di incontrare familiari di qualsiasi grado indipendentemente dagli affetti reali, non presenti nella derubricazione giuridica attuale.
Questo modello ha messo in crisi le relazioni informali, discriminando di fatto tutti quei legami che non sono riconosciuti legalmente, a partire dalle famiglie arcobaleno. Il concetto di famiglia sfugge alle classificazioni, ed è necessario il riconoscimento di tutte le relazioni, delle famiglie omogenitoriali, di ulteriori forme familiari non-coniugali e determinate dagli individui in base alle più svariate necessità ed esperienze di vita (economiche, affettive o di altra natura), senza tipizzazione.
Gli affetti e le relazioni non possono esser imposti o stabiliti da una legge, giuridica o scientifica, ma sono quelli vissuti e voluti, che ci permettono di guardare ad un futuro positivo, permettendoci di esser più libere e liberi, garantendo l’uguaglianza ed il rispetto di chi ci circonda.

La scelta più evidente da rivedere è quella comunicativa: ci è stato chiesto di mantenere le distanze sociali.
Dobbiamo essere distanti fisicamente, ma non socialmente.
Abbiamo trovato nuove forme di interazione e, seppure in modo diverso, continuiamo ad esser vicine e vicini, vivendo relazioni positive, costruttive, libere da pregiudizi ed etichette.
Siamo ovunque, con la nostra ricchezza e i nostri colori!

“Rimaniamo fisicamente distanti oggi per abbracciarci con più calore e manifestar più vivaci domani.”

Quest’anno il #SardegnaPride dipende da te!

Ovunque sarete, sabato 27 giugno 2020 alle 17.30, durante la diretta online, inondate la pagina del 🌈Sardegna Pride🌈 di selfie e foto con le vostre bandiere arcobaleno, le magliette delle precedenti edizioni del Sardegna Pride, i trucchi, gli ombrelloni o qualsiasi altra cosa colorata abbiate a portata di mano!
Il Sardegna Pride quest’anno non sarà solo a Cagliari o a Sassari… sarà capillare, ovunque sarete, ovunque saremo!
… continuate a seguirci: ci saranno altre novità! 😎🏳️‍🌈

🌈 Quest’anno il #SardegnaPride dipende da te! 🌈Ovunque sarete, sabato 27 giugno 2020 alle 17.30, durante la diretta online, inondate la pagina del Sardegna Pride di selfie e foto con le vostre bandiere arcobaleno, le magliette delle precedenti edizioni del Sardegna Pride, i trucchi, gli ombrelloni o qualsiasi altra cosa colorata abbiate a portata di mano!Il Sardegna Pride quest’anno non sarà solo a Cagliari o a Sassari… sarà capillare, ovunque sarete, ovunque saremo!… continuate a seguirci: perché ci saranno altre novità! 😎🏳️‍🌈

Pubblicato da Sardegna Pride su Sabato 20 giugno 2020

Sardegna Pride 2020

🏳‍🌈 SCRIVIAMO IL FUTURO: il 27 giugno 2020 ritorna il #SardegnaPride 🏳‍🌈
Senza assembramenti, senza corteo, ma con la stessa energia e forza politica di sempre!
Segui gli aggiornamenti sui nostri canali social.
Il Coordinamento Sardegna Pride

SARDEGNA PRIDE 2020

🏳‍🌈 SCRIVIAMO IL FUTURO: il 27 giugno 2020 ritorna il #SardegnaPride 🏳‍🌈Senza assembramenti, senza corteo, ma con la stessa energia e forza politica di sempre!Segui gli aggiornamenti sui nostri canali.Coordinamento Sardegna Pride

Pubblicato da Sardegna Pride su Lunedì 25 maggio 2020

40mila GRAZIE!

Una sola parola… GRAZIE!

A 48 ore dalla straordinaria giornata di sabato 6 luglio, in cui quarantamila persone arrivate da tutta la Sardegna e da oltre il mare sono scese in piazza e hanno manifestato lungo le strade del centro di Cagliari per il Sardegna Pride 2019, ci sentiamo in dovere di ringraziare tutte e tutti coloro che hanno reso possibile un successo così straordinario.

Siamo ovunque. Ovunque, siamo” era il nostro motto di quest’anno: crediamo che in tutto il mondo i Pride siano, ancora oggi a 50 anni esatti dai Moti di Stonewall, un importantissimo strumento per portare all’attenzione dell’intera cittadinanza le istanze dei movimenti per i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, intersessuali e queer nella nostra isola.

Ma non solo: anche di tutte quelle persone che – consapevoli che una società migliore debba essere più giusta, più equa, più libera e debba riconoscere i diritti di tutte e tutti all’auto-determinazione e all’auto-rappresentazione – hanno voluto esser parte e far proprie le battaglie di una minoranza, trasformandole in questo modo in battaglie universali per l’intera società. Ancor più in questo momento storico minacciato ovunque, in Italia, in Europa e nel mondo, dalle destre intolleranti, xenofobe e razziste, che vogliono porti chiusi, muri e ghetti.

L’importanza dei Pride è testimoniata soprattutto dalla partecipazione, non solo quantitativamente impressionante, ma anche trasversale per età e composizione: giovanissimi, nonne e nonni, famiglie in ogni possibile e multiforme composizione, gruppi autonomi e auto-organizzati, associazioni culturali, artisti, etc. E questo eccezionale risultato, in Sardegna, è frutto anche dell’attivismo e di quell’inedito percorso “preparatorio” che, dal nord al sud dell’isola (e anche fuori), ha preceduto nelle scorse settimane la grande parata del 6 luglio.

Di fronte a tutto questo, come Coordinamento SP2019 (AGedO Cagliari, Arc Onlus, CGIL Ufficio Nuovi Diritti, Famiglie Arcobaleno, GayNet Olbia, MOS Movimento Omosessuale Sardo, UniCa LGBT), non possiamo non ringraziare:
🌈 il Comune di Cagliari e il Comune di Assemini per il gratuito patrocinio e i tanti altri comuni sardi che hanno aderito al Documento Politico del Sardegna Pride e hanno esposto la bandiera arcobaleno nei loro municipi;
🌈 il prezioso lavoro dei nostri media-partner, che con i loro mezzi hanno seguito l’intera preparazione e lo svolgimento del Pride: Radio Sintony, Ejatv e Sardegnaeventi24.it;
🌈 tutti gli sponsor, che hanno sostenuto il Sardegna Pride con i loro marchi e ciascuno le proprie risorse: Mush, F.lli Cellino, Sardex.net, Bobocono gelateria artigianale, Black Sun 2, Cooperativa Sociale CELLARIUS, Publikendi, Gay Med Wed, Sun and Sand Sardinia;
🌈 il sostegno dello IED Cagliari, AteneiKa, Playcar Car Sharing, GreatPrints, Consorzio Cagliari Centro Storico;
🌈 alle realtà che hanno accompagnato il countdown durante la Pride Week: Teatro Massimo, Pause, Aria Beach Lounge, Corto Maltese Poetto, Corona Bar & Beauty, il Il Crogiuolo – Fucina Teatro, La Vetreria, il Il Gallo d’Oro – Quartu S.Elena, Cinema Odissea, Papagayo, il Caffè dell’Elfo, il Fico d’India;
🌈 al Lido Disco Club, per aver ospitato Favolos♡, il fantastico Official After Pride Party, a MIS (Made Island Sound) per averci aiutato a realizzare in pochi giorni una festa indimenticabile, a Lilies on Mars, Music is my boyfriend; Marascia e a ViolaValentino, ospite speciale della serata;
🌈a tutte e tutti coloro che ci hanno aiutato per la sicurezza del corteo, in particolare City Angels Cagliari e Gli Angeli di Sardegna;
🌈 alla moltitudine di associazioni, movimenti, partiti, sindacati e liberi gruppi che hanno dato la loro adesione formale al documento politico del Sardegna Pride 2019 e hanno partecipato con i loro striscioni al corteo; alle testate giornalistiche, radiofoniche, televisive e web che hanno assicurato copertura informativa all’evento.

Un ringraziamento particolare va
🌈 al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma, a Cathy La Torre, a Laura Grasso e a Federica di Famiglie Arcobaleno, che hanno partecipato e preso la parola in apertura del Pride;
🌈 a Maria Paola Casula che ha tradotto in LIS – Lingua dei Segni Italiana i discorsi dal carro;
🌈 alle TamburA Battenti, che coi loro tamburi hanno dato il ritmo al percorso;
🌈 alle Karalis Sisters, che hanno danzato e fatto danzare la folla sotto i carri;
🌈 alla nostra amata Claudia Aru;
🌈 ai dj sui carri: SonnyDj e Luca Scanu di Radio Sintony, DJ Paky Chulo, DJ Graffio, Marco Putzolu;
🌈 alle nostre amiche Francesca Mulas, che ha curato l’ufficio stampa, e Giulia Andreozzi, che ha rappresentato il nostro ricorso al TAR;
🌈 Enrico Putzolu, per la traduzione in lingua sarda del documento politico del Sardegna Pride.

Un ringraziamento di cuore vogliamo dedicarlo
🌈 a Michela Murgia, orgogliosissima madrina di questo Pride, che ha dato il via alla manifestazione con un discorso di coraggio, resistenza e fierezza;
🌈 a Riccardo Atzeni che ha realizzato e ci ha donato uno spot meraviglioso;
🌈 a Lucio Aru e Franco Erre (Narente), per la meravigliosa immagine che campeggia sulle t-shirt ufficiali del Pride;
🌈 ad Alberto Zaccheddu, che con le sue grafiche politiche, incisive ed efficaci, ha accompagnato l’intera promozione del Pride, sul sito, i social, i manifesti, i documenti e le stampe.

Un applauso scrosciante va a tutte le persone che in queste settimane, in emergenza, hanno deciso di sostenere il Sardegna Pride con le loro donazioni: senza l’autofinanziamento dal basso che ha coinvolto centinaia di persone, non solo in Sardegna, questo Pride non si sarebbe potuto realizzare.

Resta infine un ringraziamento, quello più importante di tutti: è il “grazie” più grande, quello che va a tutte le volontarie e i volontari, tutti gli attivisti e le attiviste e alle libere persone che, per mesi, giorno e (più spesso) notte, hanno speso con sacrificio e passione il loro tempo libero (e sovente anche il tempo del proprio studio o professione), lavorando con perseveranza e ostinazione, contro molte prevedibili e imprevedibili difficoltà, affinché si ottenesse questo straordinario successo. Il Sardegna Pride, in fondo, è come un piccolo miracolo, frutto di un’utopia politica e sociale, la dimostrazione che le capacità, le disposizioni, le attitudini, i caratteri, i pregi, i difetti, gli umori, le convinzioni, la fantasia, gli obiettivi di decine di persone possano incontrarsi e realizzare qualcosa di unico e irripetibile, con un orizzonte comune: un futuro migliore per le prossime generazioni.

Grazie davvero a tutte e tutti… ci vedremo da qualche parte in questa nostra bella isola per il Sardegna Pride 2020! ❤️✊🌈

Michela Murgia, madrina del Sardegna Pride 2019

Stamattina, durante la conferenza stampa del Sardegna Pride 2019 abbiamo annunciato anche la madrina di quest’anno che marcerà insieme a noi: Michela Murgia!

COMUNICATO STAMPA

Sardegna Pride

sabato 6 luglio 2019, dalle 17

Cagliari

Sabato sfilerà nel centro di Cagliari il grande, coloratissimo corteo dedicato all’orgoglio delle persone lgbtq. 

Arriva a Cagliari l’atteso Sardegna Pride: sabato 6 luglio, con appuntamento alle 17 in piazza Michelangelo, il centro della città ospiterà il grande corteo per i diritti civili. L’appuntamento quest’anno celebra i cinquant’anni dei Moti di Stonewall, la storica rivolta della comunità gay e lesbica di New York, considerati simbolicamente il momento della nascita del movimento per i diritti delle persone lgbt e queer. 

Anche Cagliari dunque celebra la giornata dell’orgoglio con un corteo, quest’anno alla sua ottava edizione, organizzato dal Coordinamento Sardegna Pride di cui fanno parte le associazioni Agedo Cagliari, Associazione Arc, CGIL Ufficio Nuovi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Gaynet Olbia, MOS Movimento Omosessuale Sardo, UniCa LGBT. Come ogni anno, sono invitati a partecipare cittadine e cittadini, movimenti, partiti e associazioni che condividono il documento politico che, partendo dal ricordo dei moti di Stonewall, invita a raccoglierne l’eredità politica: “Siamo le lesbiche, i gay, le persone bisessuali, transgender, intersessuali – si legge nel documento – siamo tutte le lettere che compongono le sigle delle persone discriminate per orientamento sessuale e identità di genere. Siamo le bambine e i bambini senza famiglia, le coppie di serie B e le persone migranti rimpatriate in paesi di guerra. Siamo ovunque. Ovunque, siamo”.

Il percorso, la musica, gli ospiti, la madrina dell’evento. Incontro a partire dalle ore 17 in piazza Michelangelo; da qui, il corteo percorrerà via Todde, via Dante, via Paoli, via Sonnino, via XX Settembre, via Roma per raggiungere infine il Largo Carlo Felice. Le strade saranno chiuse al traffico nelle ore del corteo. Il Pride sarà animato da cinque carri che ripercorreranno in musica la storia del movimento dagli anni Sessanta a oggi: aprirà il carro Arc con selezioni di brani Lgbt e queer degli ultimi 10 anni con Sonny dj di Radio Sintony, e di seguito UniCa Lgbt con musica degli anni ’90 e 2000, MOS che proporrà simboli e musica della lotta per i diritti dal 1969 a oggi, CGIL Ufficio nuovi diritti con una selezione anni ’70 e ’80 e infine il carro Arc-Urtzos con musica trash e italiana. Durante il corteo ci saranno anche letture, interventi, performance di artisti e poi danza con le ballerine Karalis Sisters e musica con Claudia Aru. Madrina dell’evento sarà la scrittrice Michela Murgia.

I  numeri. Oltre alle sette associazioni che organizzano il Sardegna Pride, sono tantissime le realtà che hanno già dichiarato la loro partecipazione. Circa cento sono le volontarie e i volontari che garantiranno la tranquillità dell’appuntamento. L’edizione 2018 aveva portato in piazza trentamila persone: quest’anno, in occasione della celebrazione dell’importante anniversario, festeggiato in tutto il mondo (il 29 giugno a New York si è svolto un immenso World Pride), se ne aspettano certamente di più. Nelle ultime settimane, inoltre, l’attesa per il Sardegna Pride è cresciuta ulteriormente, anche a causa delle polemiche sorte in seguito alla richiesta di un pagamento di oltre 7mila euro da parte della Polizia Municipale per la copertura del costo per il servizio degli agenti; subito dopo la richiesta della somma, il crowdfunding lanciato per l’evento, autofinanziato e realizzato senza alcun sostegno pubblico, ha registrato donazioni record da parte di migliaia di sostenitrici e sostenitori che hanno contribuito con oltre 15 mila euro. Il pagamento è stato, per ora, sospeso dopo un ricorso al TAR. 

Il Coordinamento. “In questi mesi stiamo assistendo ai risultati di una politica che costruisce la sua propaganda alimentando paure spesso infondate e mettendo le persone le une contro le altre. Il lavoro del Sardegna Pride, però, dimostra che le differenze sono un valore e che possono stare tutte insieme. Il successo della nostra raccolta fondi, destinata a finanziare un corteo completamente dal basso e senza contributi pubblici, è l’esempio di come le persone siano pronte a mobilitarsi quando si sentano coinvolte da una giusta causa. C’è una società migliore di quella che a volte viene rappresentata: abbiamo i segnali che questo corteo sarà partecipato da migliaia di persone, non solo della comunità LGBT e Queer: sarà uno spazio di libertà e rispetto per chiunque voglia divertirsi, festeggiare e manifestare il diritto a essere come si è”!

La festa finale. In chiusura di serata poi ci sarà la festa finale: l’appuntamento è alle 23.30 al Lido del Poetto, con FA-VO-LO-S♥ Official After Pride Party. Ospite speciale sarà la cantante Viola Valentino (ingresso in prevendita 15 euro).

Pride Bus

Mancano soltanto cinque giorni al Sardegna Pride 2019!

Arriverete da Sassari o dal Sulcis-Iglesiente e non sapete ancora come organizzarvi?!

C’è chi può aiutarvi: il MOS organizza anche quest’anno il bus che, da Sassari, ci porterà a Cagliari per il #SardegnaPride!
Mentre per il Sulcis- Iglesiente ci penseranno i Circoli Arci La Gabbianella Fortunata e Il Calderone ad organizzare il bus.

Troverete i dettagli negli eventi facebook:

Sassari  https://www.facebook.com/events/441661713351705/

Sulcis-Iglesiente  https://www.facebook.com/events/378203552833242/

FAVOLOS♡ – Official After Pride Party!

Dopo 50 anni di lotte, dopo un anno di preparazione, il grande giorno sta per arrivare!
In attesa della parata più rainbow dell’anno, vi invitiamo al PARTY UFFICIALE del Sardegna Pride: un party, come al solito, FA-VO-LO-SO!

FAVOLOS♡ OVUNQUE
OVUNQUE, FAVOLOS♡
Official After Pride Party

Dopo una magnifica sfilata continuiamo ad essere FA-VO-LO-S♥ tutta la notte!
Vi aspettiamo a Il Lido di Cagliari (Viale Poetto 41, Cagliari) a partire dalle 23.

Line up:

Main stage (in riva al mare)
– Music Is My Boyfriend
– Pasquale Di Maro
– Sonny DJ

Terrazza
– Lilies on Mars
– Matteo Spedicati
– DJ Marascia

SPECIAL GUEST
(A brevissimo vi sveleremo il mistero, per ora la promessa è che non vi deluderemo)

Ticket
€ 15 in prevendita (comprende una consumazione)
€ 20 alla porta (comprende una consumazione)

Dove acquistare le prevendite:
– Il Gallo d’Oro – Quartu S.Elena
– A tutti gli eventi del calendario Queeresima
– A tutti gli eventi della Pride Week (coming soon)
– Contattando i nostri Favolos♡ Volontar♡:
♡ Pipia   3287487574
♡ Gianmarco   3465215166
♡ Giulia (solo whatsapp/telegram)   3669755617
♡ Acca   3342405953

Evento realizzato in collaborazione con:
Il Lido di Cagliari
MIS

Il Sardegna Pride sarà sabato 6 Luglio alle 17.

Documento Politico Sintetico 2019

SIAMO OVUNQUE

È il 2019, un anno ricco di anniversari per il movimento LGBTQI+.

Era, infatti, il 28 giugno 1969, quando Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson e Stormé DeLarverie, insieme ad altre persone che frequentavano lo Stonewall Inn, presero coraggio e osarono ribellarsi contro l’ennesimo episodio di violenza perpetrato nei loro confronti dalla polizia di New York.

Era, inoltre, il 2 luglio 1994 quando Andrea Berardicurti, meglio noto come La Karl Du Pigné, allora segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e tante altre realtà, attiviste e attivisti, organizzarono a Roma il primo Gay Pride italiano.

Era, infine, il 2009, quando, il 16 maggio a Cagliari e il 30 maggio a Sassari, la Sardegna scese in piazza con le prime manifestazioni in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio, data in cui, nel 1990, l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali).

Oggi, il Sardegna Pride non crede di vivere in un mondo peggiore di cinquanta, venticinque o dieci anni fa, ma ritiene che la lotta per il diritto all’autodeterminazione delle persone, nel corpo e nelle scelte di vita, non sia affatto conclusa. L’attuale discussione politica tende ancora a mostrare le differenze sessuali, etniche e religiose come uno spauracchio da cui difendersi, alimentando un sentimento di repulsione verso tutto ciò che non è conforme all’idea di “normalità” e, contemporaneamente, imponendo una società basata su modelli del passato.

Ma alla politica della paura fomentata, ultimamente troppo di moda, preferiamo controbattere con l’oggettiva realtà dei fatti. L’esaltazione della legittima difesa, quando i dati del Viminale dimostrano un calo costante di reati (tranne quelli legati al razzismo e all’omofobia, in continuo aumento), e l’ossessione per l’immigrazione, quando spesso si fugge dalla guerra, povertà e persecuzione delle persone LGBTQI+ (persecuzioni che arrivano fino alla pena di morte) sono solo due esempi di una narrazione che non ci piace, che tende a mettere le persone le une contro le altre invece di creare ponti di solidarietà, rispetto e cooperazione.

Un Paese unito può diventare un paese più ricco, ma un Paese diviso è più facile da governare. Per questa ragione, il Sardegna Pride vuole rimettere al centro del dibattito il progresso civile, che passa dalla richiesta di diritti, perché un diritto in più per una persona è una conquista per tutta la società.

OVUNQUE, SIAMO

> Siamo le insegnanti, gli operatori del sociale, il personale sanitario… Siamo l’esercito della cultura, della formazione e della cura delle persone, che ha la responsabilità contribuire alla coscienza di oggi e del domani: chiediamo a gran voce una formazione strutturata e statale, capace di contrastare la discriminazione verso le persone a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, di aprire il dialogo fra le differenze, di prevenire le infezioni sessualmente trasmesse di cui ormai non si parla più. Una legge che in primo luogo contrasti, e che poi condanni adeguatamente l’omo-bi-transfobia è l’unica strada per creare un ambiente sociale fertile per far crescere i diritti delle persone LGBTQI+.

> Siamo le bambine e i bambini orfani di Stato, quando un nostro genitore non è riconosciuto come tale. Siamo il popolo silenzioso delle e dei minorenni, e chiediamo semplicemente di avere una famiglia, di averla per legge e per diritto e non per concessione o per sentenza. Il nostro è un grido soffocato, perché fin dalla tenera età dipendiamo dai tribunali, che stabiliscono se possiamo essere parenti per diritto delle nostre mamme e dei nostri padri.

> Siamo anche quelle donne che pretendono un dibattito serio sulla procreazione medicalmente assistita e sulla gestazione per altri. Va salvaguardato il principio fondamentale dell’autodeterminazione della donna, perché, al contrario, è dove mancano regole chiare che si presenta il rischio di trasformare PMA e GPA in attività di sfruttamento.

> Siamo le coppie e le persone single, e chiediamo leggi uguali per chiunque. Siamo tutte le donne e gli uomini che credono nell’articolo 2 della Costituzione e nella libera autodeterminazione dei ruoli sociali e dei rapporti interpersonali. Per noi, sia per chi intende sposarsi sia per chi non è intenzionato a farlo, il matrimonio egualitario è prima di tutto il simbolo della battaglia di uguaglianza, uno strumento di contrasto al ritorno dell’ideologia che vede il maschio bianco, eterosessuale, cisgender e occidentale, nuovamente al timone della nostra società (e della politica). No, non si può fare finta che non esistiamo. Verona non ci fa paura: non si può considerare un vero “Congresso sulle Famiglie”, molto caro al nostro Governo, quello che non riconosce famiglie diverse da quelle costituite da un uomo e una donna, quello che riconosce l’aborto come crimine e non come diritto garantito da una Legge dello Stato, quello che non riconosce l’omosessualità e la transessualità come “variante naturale del comportamento umano”.

> Siamo anche migranti SOGI (Sexual Orientation Gender Identity), che credono nelle convenzioni internazionali e nella Cassazione italiana, secondo cui la linea del rimpatrio in assenza di pericolo diretto ed immediato verso la persona è insostenibile, perché ci impone di dissimulare orientamento e identità in netto contrasto con il motto “Ovunque, siamo!”.

> Siamo le persone transgender, transessuali, MtF, FtM, ma anche terzo genere, persone non binarie, gender fluid, genere neutro, intersessuali… Siamo tutte persone che si sono stancate di essere discriminate solo in quanto una minoranza della popolazione, di essere considerate sbagliate perché non conformi alla norma, di essere costrette a lottare per ottenere le cure al benessere che dovrebbero essere garantite ad ogni cittadina e cittadino dello Stato. La nostra fatica principale è quella di prendere lo spazio che ci meritiamo come persone: lottiamo contro le istituzioni, anche sanitarie, che spesso adottano linguaggi e comportamenti figli dell’ignoranza, lottiamo nel mondo del lavoro per superare vecchi pregiudizi e lottiamo soprattutto per avere il diritto pieno di decidere liberamente come, se, e quando gestire la nostra identità e il nostro orientamento.

Sardegna Pride 2019

SIAMO OVUNQUE
OVUNQUE, SIAMO

Cagliari, sabato 6 luglio ore 17, piazza Michelangelo