Michela Murgia, madrina del Sardegna Pride 2019

Stamattina, durante la conferenza stampa del Sardegna Pride 2019 abbiamo annunciato anche la madrina di quest’anno che marcerà insieme a noi: Michela Murgia!

COMUNICATO STAMPA

Sardegna Pride

sabato 6 luglio 2019, dalle 17

Cagliari

Sabato sfilerà nel centro di Cagliari il grande, coloratissimo corteo dedicato all’orgoglio delle persone lgbtq. 

Arriva a Cagliari l’atteso Sardegna Pride: sabato 6 luglio, con appuntamento alle 17 in piazza Michelangelo, il centro della città ospiterà il grande corteo per i diritti civili. L’appuntamento quest’anno celebra i cinquant’anni dei Moti di Stonewall, la storica rivolta della comunità gay e lesbica di New York, considerati simbolicamente il momento della nascita del movimento per i diritti delle persone lgbt e queer. 

Anche Cagliari dunque celebra la giornata dell’orgoglio con un corteo, quest’anno alla sua ottava edizione, organizzato dal Coordinamento Sardegna Pride di cui fanno parte le associazioni Agedo Cagliari, Associazione Arc, CGIL Ufficio Nuovi Diritti, Famiglie Arcobaleno, Gaynet Olbia, MOS Movimento Omosessuale Sardo, UniCa LGBT. Come ogni anno, sono invitati a partecipare cittadine e cittadini, movimenti, partiti e associazioni che condividono il documento politico che, partendo dal ricordo dei moti di Stonewall, invita a raccoglierne l’eredità politica: “Siamo le lesbiche, i gay, le persone bisessuali, transgender, intersessuali – si legge nel documento – siamo tutte le lettere che compongono le sigle delle persone discriminate per orientamento sessuale e identità di genere. Siamo le bambine e i bambini senza famiglia, le coppie di serie B e le persone migranti rimpatriate in paesi di guerra. Siamo ovunque. Ovunque, siamo”.

Il percorso, la musica, gli ospiti, la madrina dell’evento. Incontro a partire dalle ore 17 in piazza Michelangelo; da qui, il corteo percorrerà via Todde, via Dante, via Paoli, via Sonnino, via XX Settembre, via Roma per raggiungere infine il Largo Carlo Felice. Le strade saranno chiuse al traffico nelle ore del corteo. Il Pride sarà animato da cinque carri che ripercorreranno in musica la storia del movimento dagli anni Sessanta a oggi: aprirà il carro Arc con selezioni di brani Lgbt e queer degli ultimi 10 anni con Sonny dj di Radio Sintony, e di seguito UniCa Lgbt con musica degli anni ’90 e 2000, MOS che proporrà simboli e musica della lotta per i diritti dal 1969 a oggi, CGIL Ufficio nuovi diritti con una selezione anni ’70 e ’80 e infine il carro Arc-Urtzos con musica trash e italiana. Durante il corteo ci saranno anche letture, interventi, performance di artisti e poi danza con le ballerine Karalis Sisters e musica con Claudia Aru. Madrina dell’evento sarà la scrittrice Michela Murgia.

I  numeri. Oltre alle sette associazioni che organizzano il Sardegna Pride, sono tantissime le realtà che hanno già dichiarato la loro partecipazione. Circa cento sono le volontarie e i volontari che garantiranno la tranquillità dell’appuntamento. L’edizione 2018 aveva portato in piazza trentamila persone: quest’anno, in occasione della celebrazione dell’importante anniversario, festeggiato in tutto il mondo (il 29 giugno a New York si è svolto un immenso World Pride), se ne aspettano certamente di più. Nelle ultime settimane, inoltre, l’attesa per il Sardegna Pride è cresciuta ulteriormente, anche a causa delle polemiche sorte in seguito alla richiesta di un pagamento di oltre 7mila euro da parte della Polizia Municipale per la copertura del costo per il servizio degli agenti; subito dopo la richiesta della somma, il crowdfunding lanciato per l’evento, autofinanziato e realizzato senza alcun sostegno pubblico, ha registrato donazioni record da parte di migliaia di sostenitrici e sostenitori che hanno contribuito con oltre 15 mila euro. Il pagamento è stato, per ora, sospeso dopo un ricorso al TAR. 

Il Coordinamento. “In questi mesi stiamo assistendo ai risultati di una politica che costruisce la sua propaganda alimentando paure spesso infondate e mettendo le persone le une contro le altre. Il lavoro del Sardegna Pride, però, dimostra che le differenze sono un valore e che possono stare tutte insieme. Il successo della nostra raccolta fondi, destinata a finanziare un corteo completamente dal basso e senza contributi pubblici, è l’esempio di come le persone siano pronte a mobilitarsi quando si sentano coinvolte da una giusta causa. C’è una società migliore di quella che a volte viene rappresentata: abbiamo i segnali che questo corteo sarà partecipato da migliaia di persone, non solo della comunità LGBT e Queer: sarà uno spazio di libertà e rispetto per chiunque voglia divertirsi, festeggiare e manifestare il diritto a essere come si è”!

La festa finale. In chiusura di serata poi ci sarà la festa finale: l’appuntamento è alle 23.30 al Lido del Poetto, con FA-VO-LO-S♥ Official After Pride Party. Ospite speciale sarà la cantante Viola Valentino (ingresso in prevendita 15 euro).

Pride Bus

Mancano soltanto cinque giorni al Sardegna Pride 2019!

Arriverete da Sassari o dal Sulcis-Iglesiente e non sapete ancora come organizzarvi?!

C’è chi può aiutarvi: il MOS organizza anche quest’anno il bus che, da Sassari, ci porterà a Cagliari per il #SardegnaPride!
Mentre per il Sulcis- Iglesiente ci penseranno i Circoli Arci La Gabbianella Fortunata e Il Calderone ad organizzare il bus.

Troverete i dettagli negli eventi facebook:

Sassari  https://www.facebook.com/events/441661713351705/

Sulcis-Iglesiente  https://www.facebook.com/events/378203552833242/

FAVOLOS♡ – Official After Pride Party!

Dopo 50 anni di lotte, dopo un anno di preparazione, il grande giorno sta per arrivare!
In attesa della parata più rainbow dell’anno, vi invitiamo al PARTY UFFICIALE del Sardegna Pride: un party, come al solito, FA-VO-LO-SO!

FAVOLOS♡ OVUNQUE
OVUNQUE, FAVOLOS♡
Official After Pride Party

Dopo una magnifica sfilata continuiamo ad essere FA-VO-LO-S♥ tutta la notte!
Vi aspettiamo a Il Lido di Cagliari (Viale Poetto 41, Cagliari) a partire dalle 23.

Line up:

Main stage (in riva al mare)
– Music Is My Boyfriend
– Pasquale Di Maro
– Sonny DJ

Terrazza
– Lilies on Mars
– Matteo Spedicati
– DJ Marascia

SPECIAL GUEST
(A brevissimo vi sveleremo il mistero, per ora la promessa è che non vi deluderemo)

Ticket
€ 15 in prevendita (comprende una consumazione)
€ 20 alla porta (comprende una consumazione)

Dove acquistare le prevendite:
– Il Gallo d’Oro – Quartu S.Elena
– A tutti gli eventi del calendario Queeresima
– A tutti gli eventi della Pride Week (coming soon)
– Contattando i nostri Favolos♡ Volontar♡:
♡ Pipia   3287487574
♡ Gianmarco   3465215166
♡ Giulia (solo whatsapp/telegram)   3669755617
♡ Acca   3342405953

Evento realizzato in collaborazione con:
Il Lido di Cagliari
MIS

Il Sardegna Pride sarà sabato 6 Luglio alle 17.

Documento Politico Sintetico 2019

SIAMO OVUNQUE

È il 2019, un anno ricco di anniversari per il movimento LGBTQI+.

Era, infatti, il 28 giugno 1969, quando Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson e Stormé DeLarverie, insieme ad altre persone che frequentavano lo Stonewall Inn, presero coraggio e osarono ribellarsi contro l’ennesimo episodio di violenza perpetrato nei loro confronti dalla polizia di New York.

Era, inoltre, il 2 luglio 1994 quando Andrea Berardicurti, meglio noto come La Karl Du Pigné, allora segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, e tante altre realtà, attiviste e attivisti, organizzarono a Roma il primo Gay Pride italiano.

Era, infine, il 2009, quando, il 16 maggio a Cagliari e il 30 maggio a Sassari, la Sardegna scese in piazza con le prime manifestazioni in occasione della giornata mondiale contro l’omofobia (17 maggio, data in cui, nel 1990, l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali).

Oggi, il Sardegna Pride non crede di vivere in un mondo peggiore di cinquanta, venticinque o dieci anni fa, ma ritiene che la lotta per il diritto all’autodeterminazione delle persone, nel corpo e nelle scelte di vita, non sia affatto conclusa. L’attuale discussione politica tende ancora a mostrare le differenze sessuali, etniche e religiose come uno spauracchio da cui difendersi, alimentando un sentimento di repulsione verso tutto ciò che non è conforme all’idea di “normalità” e, contemporaneamente, imponendo una società basata su modelli del passato.

Ma alla politica della paura fomentata, ultimamente troppo di moda, preferiamo controbattere con l’oggettiva realtà dei fatti. L’esaltazione della legittima difesa, quando i dati del Viminale dimostrano un calo costante di reati (tranne quelli legati al razzismo e all’omofobia, in continuo aumento), e l’ossessione per l’immigrazione, quando spesso si fugge dalla guerra, povertà e persecuzione delle persone LGBTQI+ (persecuzioni che arrivano fino alla pena di morte) sono solo due esempi di una narrazione che non ci piace, che tende a mettere le persone le une contro le altre invece di creare ponti di solidarietà, rispetto e cooperazione.

Un Paese unito può diventare un paese più ricco, ma un Paese diviso è più facile da governare. Per questa ragione, il Sardegna Pride vuole rimettere al centro del dibattito il progresso civile, che passa dalla richiesta di diritti, perché un diritto in più per una persona è una conquista per tutta la società.

OVUNQUE, SIAMO

> Siamo le insegnanti, gli operatori del sociale, il personale sanitario… Siamo l’esercito della cultura, della formazione e della cura delle persone, che ha la responsabilità contribuire alla coscienza di oggi e del domani: chiediamo a gran voce una formazione strutturata e statale, capace di contrastare la discriminazione verso le persone a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere, di aprire il dialogo fra le differenze, di prevenire le infezioni sessualmente trasmesse di cui ormai non si parla più. Una legge che in primo luogo contrasti, e che poi condanni adeguatamente l’omo-bi-transfobia è l’unica strada per creare un ambiente sociale fertile per far crescere i diritti delle persone LGBTQI+.

> Siamo le bambine e i bambini orfani di Stato, quando un nostro genitore non è riconosciuto come tale. Siamo il popolo silenzioso delle e dei minorenni, e chiediamo semplicemente di avere una famiglia, di averla per legge e per diritto e non per concessione o per sentenza. Il nostro è un grido soffocato, perché fin dalla tenera età dipendiamo dai tribunali, che stabiliscono se possiamo essere parenti per diritto delle nostre mamme e dei nostri padri.

> Siamo anche quelle donne che pretendono un dibattito serio sulla procreazione medicalmente assistita e sulla gestazione per altri. Va salvaguardato il principio fondamentale dell’autodeterminazione della donna, perché, al contrario, è dove mancano regole chiare che si presenta il rischio di trasformare PMA e GPA in attività di sfruttamento.

> Siamo le coppie e le persone single, e chiediamo leggi uguali per chiunque. Siamo tutte le donne e gli uomini che credono nell’articolo 2 della Costituzione e nella libera autodeterminazione dei ruoli sociali e dei rapporti interpersonali. Per noi, sia per chi intende sposarsi sia per chi non è intenzionato a farlo, il matrimonio egualitario è prima di tutto il simbolo della battaglia di uguaglianza, uno strumento di contrasto al ritorno dell’ideologia che vede il maschio bianco, eterosessuale, cisgender e occidentale, nuovamente al timone della nostra società (e della politica). No, non si può fare finta che non esistiamo. Verona non ci fa paura: non si può considerare un vero “Congresso sulle Famiglie”, molto caro al nostro Governo, quello che non riconosce famiglie diverse da quelle costituite da un uomo e una donna, quello che riconosce l’aborto come crimine e non come diritto garantito da una Legge dello Stato, quello che non riconosce l’omosessualità e la transessualità come “variante naturale del comportamento umano”.

> Siamo anche migranti SOGI (Sexual Orientation Gender Identity), che credono nelle convenzioni internazionali e nella Cassazione italiana, secondo cui la linea del rimpatrio in assenza di pericolo diretto ed immediato verso la persona è insostenibile, perché ci impone di dissimulare orientamento e identità in netto contrasto con il motto “Ovunque, siamo!”.

> Siamo le persone transgender, transessuali, MtF, FtM, ma anche terzo genere, persone non binarie, gender fluid, genere neutro, intersessuali… Siamo tutte persone che si sono stancate di essere discriminate solo in quanto una minoranza della popolazione, di essere considerate sbagliate perché non conformi alla norma, di essere costrette a lottare per ottenere le cure al benessere che dovrebbero essere garantite ad ogni cittadina e cittadino dello Stato. La nostra fatica principale è quella di prendere lo spazio che ci meritiamo come persone: lottiamo contro le istituzioni, anche sanitarie, che spesso adottano linguaggi e comportamenti figli dell’ignoranza, lottiamo nel mondo del lavoro per superare vecchi pregiudizi e lottiamo soprattutto per avere il diritto pieno di decidere liberamente come, se, e quando gestire la nostra identità e il nostro orientamento.

Sardegna Pride 2019

SIAMO OVUNQUE
OVUNQUE, SIAMO

Cagliari, sabato 6 luglio ore 17, piazza Michelangelo

Ci siamo quasi! Aiuta anche tu a finanziare il Sardegna Pride 2019

Il Sardegna Pride ha bisogno anche di te! Ogni anno, per la realizzazione del Pride, abbiamo bisogno del contributo di volontari*, associazioni, partner e sponsor, ma questi contributi non sono sufficienti! Per poter sostenere le spese di carri, musica e sicurezza abbiamo bisogno di coinvolgere tutta la popolazione.
Sostienici con una donazione, il Pride è anche tuo!

Con il tuo contributo, potremo affrontare le seguenti spese:

– Noleggio del carro
– Noleggio del sistema audio
– Noleggio generatore
– Sicurezza
– Pubblicità
– Allestimenti e decorazioni

Segui questo link dove troverai le istruzioni necessarie:

Se hai problemi con le modalità offerte da Facebook, qui puoi trovare alternative per l’invio della tua offerta! Ricordati di indicare nella causale la dicitura SARDEGNA PRIDE

Il Sardegna Pride 2019 sfilerà a Cagliari sabato 6 Luglio.

Sardegna Pride Official Party – Favolos♡

Non c’è Pride senza PARTY UFFICIALE!

Dopo una magnifica parata, continuiamo ad essere FA-VO-LO-S♥ con un party all’insegna della musica che durerà tutta la notte!

Grazie alla vostra partecipazione alla serata, contribuirete a sostenere il #SardegnaPride2018!
Appuntamento alle 24:00 all’Aria Beach Lounge
(Viale Golfo di Quartu, 150)

Special Guest DJ Simone Farag (Love Park/Gloss Roma)
Special Guest Vocalist Mauriziano
Animation by Go-Go Dancers

Vieni anche tu al FAVOLOS♥ – Sardegna Pride Official Party!

€ 10 – con consumazione – fino alle ore 01.30
€ 14 – con consumazione – dalle ore 01.31
€ 25 Biglietto cumulativo “Favoloso” + Fatboy Slim/Theater on the sea – con consumazione (PREVENDITE C/O MUSH, corso Vittorio Emanuele 57)

 

Documento Politico 2018

ESISTIAMO

Siamo alla vigilia del 50º anniversario dei moti di Stonewall. 28/06/1969: una data storica. Per la prima volta Sylvia Rivera, insieme con lesbiche, gay e trans, prese coraggio e si ribellò contro la violenza e la sopraffazione della polizia a New York. Sono passati 49 anni ma siamo ancora lontani da una società che garantisca una reale autodeterminazione delle persone. La libertà nell’affermazione individuale è solo apparente, soggetta a troppi condizionamenti, improntati su modelli etero normativi. L’identità e l’orientamento sessuale delle persone sono ancora, e troppo spesso, tollerate invece che accolte, talvolta dettate da strumentali esigenze di marketing, che finiscono per rafforzare alcuni stereotipi invece che disegnare i contorni di uno spazio di rispetto. Inoltre, il binomio costituito dai generi maschile e femminile, peraltro sempre sbilanciato a favore del primo, da solo non può rappresentare le plurali forme di soggettività: fino a quando non si attiveranno serie politiche nazionali di promozione della cultura delle differenze sarà sempre difficile essere secondo la propria coscienza, i propri desideri, i propri sogni.

Anche quando non si parla di omofobia, intesa nel senso comune, esiste ancora dovunque (nella scuola, nel lavoro, in famiglia) un serio problema di autodeterminazione, rappresentazione e visibilità delle persone LGBT+ e Queer: persone sempre in bilico tra il prender coraggio, per armonizzare il comportamento con la propria identità, e un compromesso al ribasso, per non avere problemi. Solo per citare il caso più eclatante, si pensi alla difficoltà delle persone in transizione nella ricerca di lavoro.

Quest’anno ricorre il 50º anniversario del ‘68, anno in cui il mondo occidentale cominciò la propria rivoluzione sessuale: un’occasione in più per liberarci dalle catene mentali, per ribadire che visibilità non è una banale esibizione, per rivendicare il nostro grido politico chiaro:

Esistiamo!

RESISTIAMO

Resistenza, non troviamo termine più adeguato. Quando, durante la campagna elettorale, avevamo constatato la pressoché totale assenza delle tematiche LGBT+ e Queer dalle agende politiche dei partiti italiani, mai avremmo pensato che un governo italiano, cosiddetto del cambiamento, ci avrebbe fatto perfino tornare indietro. Il neo Ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, non ha perso tempo per imporre prepotentemente il presunto modello tradizionale e patriarcale come unica formazione familiare possibile, dal momento che le famiglie omogenitoriali, per lui, non esistono.

La Presidente del Senato della Repubblica, Elisabetta Casellati, in una delle sue prime uscite pubbliche, ha imposto il ritorno alla declinazione maschile sui ruoli ricoperti da donne, ostacolando così il percorso di inclusione della soggettività femminile, faticosamente avviato.

L’uscita di alcuni comuni dal RE.A.DY , (Rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni), il tentativo di schedature etniche proposte dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e l’abbandono delle politiche di contrasto all’omofobia e al razzismo, sono solo alcuni dei segnali preoccupanti sul destino delle minoranze in Italia.

Scomparire completamente dal dibattito pubblico e ritornarci come persone oggetto di discriminazione e sberleffo, da parte di esponenti pubblici e politici, comporta sia la messa in discussione dei diritti, sia la creazione di un terreno fertile per razzismo, sessismo e omofobia.

E non è infine rassicurante il paragone con la scena internazionale, dove l’avanzata dei partiti populisti e di estrema destra continua senza ostacoli. Ma è da qui, da questo movimento e da questo corteo, che invitiamo tutta la comunità LGBT+ e Queer, le associazioni e la popolazione intera, ad unirsi a noi nella resistenza e alla rivendicazione del diritto di esistere. Rilanciamo il nostro grido politico chiaro: Resistiamo!“

PIATTAFORMA POLITICA

Sardegna Pride 2018

1. Matrimonio egualitario

a. Partendo dal principio della parità/uguaglianza di diritti (Art.3 Cost.), siamo per il matrimonio egualitario. L’attuale legge c.d. Cirinnà, infatti, se da un lato riconosce diritti fino a due anni fa inesistenti, dall’altro sancisce una discriminazione, perché prevede una legislazione speciale per persone ritenute non meritevoli né idonee a costruire una famiglia che abbia stessa dignità e ruolo sociale di quella _considerata tradizionale_.

b. Rivendichiamo il diritto al riconoscimento dei figli e delle figlie alla nascita per le coppie composte da genitori dello stesso sesso.

2. La riforma delle adozioni

Partendo dal principio universalmente condiviso, secondo cui il primo titolare di diritti è la persona di minore età, siamo per una riforma che faciliti e semplifichi il processo adottivo, a prescindere dall’orientamento e dal legame del/dei genitori.

3. *Intersex, Trans, Gender Fluid*

Cercando di seguire il delicato principio di autodeterminazione dell’identità delle persone, il Sardegna Pride chiede:

a. Libertà per la ri assegnazione chirurgica del sesso per le persone intersessuali, in modo che ogni intervento sia previsto solo con il consenso della persona interessata, per evitare che ciò avvenga al momento della nascita per volontà dei soli genitori secondo un’ottica di adattamento al binarismo di genere.

b. Riconoscimento per legge del diritto al cambio dei documenti senza legarlo alla riassegnazione chirurgica.

c. Sulla scia di quanto recentemente decretato dall’Oms (organizzazione mondiale della sanità) chiediamo che per la transessualità, non più classificata come malattia mentale, vengano adottate opportune regolamentazioni per le assistenza sanitaria, con detrazioni e supporto da parte del SSN (sistema sanitario nazionale).

4. PMA e GpA

Rivendichiamo il diritto all’accesso per tutte le coppie e per le donne singole alla procreazione medicalmente assistita.

Riteniamo che quello intorno alla GpA (Gestazione per Altre/i) sia un discorso assai complesso e dibattuto, in cui tuttavia, laddove sia presente il libero consenso di tutte le persone interessate, sia possibile definire la GpA una scelta pienamente consapevole, a prescindere dall’orientamento sessuale. Viviamo in una società civile in cui il legislatore dovrebbe esser capace di regolamentare adeguatamente la pratica della GpA, tutelando così i diritti di tutti i soggetti coinvolti, senza sfruttamento, costrizione, mercificazione. Per una legge condivisibile non sarebbe necessario inventarsi nulla di rivoluzionario: basterebbe guardare alla fortunata esperienza del Canada.

5. Omo-Bi-Transfobia

Siamo per riporre al centro il problema della discriminazione andando in almeno due direzioni:

a. sul piano del diritto penale, chiediamo l’introduzione dell’aggravante omofobia nella esistente legge Mancino,

b. sul piano della prevenzione, chiediamo una normativa moderna che sappia porre le basi per rimuovere la discriminazione nei contesti in cui essa si manifesta, relegando la sanzione penale al ruolo di minaccia o di extrema ratio.

Sabato 7 luglio alle 18:00 vieni anche tu a Cagliari per far parte del corteo politico più travolgente della Sardegna. Esistiamo, Resistiamo, per difendere, insieme, i diritti LGBT+ e Queer in tutto il mondo.